The box

“C’è un regalo per te…”

Film di fantascienza/thriller del 2009 scritto e diretto da Richard Kelly (il regista di Donnie Darko), basato sul racconto Button, Button di Richard Matheson.

Trama: una giovane coppia americana riceve un regalo inaspettato, una misteriosa scatola con un pulsante rosso. Nella scatola c’è un biglietto, un appuntamento con il Sig. Steward (Frank Langella). Il giorno successivo il Sig. Steward si presenta alla porta di casa della giovane coppia, è un signore distinto, gentile, con un inquitante messaggio: hanno 24 ore di tempo per decidere se premere o meno il pulsante rosso. Se lo premeranno una persona che non conoscono morirà ma in cambio riceverranno un milione di dollari, in contanti. Se il pulsante non verrà premuto non accadrà niente.

Questo film ha una trama “semplice” ma al tempo stesso originalissima, come la maggior parte delle storie ideate dal genio di Richard Matheson. Il ritmo della pellicola è tipico di un thriller mentre l’ambientazione è fantascientifica. Il personaggio del Sig. Steward è inquietante e al tempo stesso rassicurante. Il film si discosta dal racconto di Matheson in alcuni punti, ad esempio nel racconto la coppia non ha un figlio. Interessanti anche gli effetti speciali del film, dei quali non voglio aggiungere altro per non rovinarvi la sorpresa.

Il tema del film è l’essere umano, con tutte le sue fragilità. La scatola misteriosa è un esperimento, che qualcuno ha ideato, per testare l’essenza degli uomini. Siamo così egoisti da poter uccidere un altro essere umano, con il semplice gesto di premere un pulsante, in cambio di denaro? La risposta a questa domanda è nel film.

Il film è stato candidato al Saturn Award nel 2010 come migliore film horror (?) e per l’interpretazione di Frank Langella come migliore attore non protagonista. Ha ricevuto anche la candidatura per gli effetti speciali al Visual Effects Society Awards.

Un film sicuramente da non perdere per la sua originalità. Vi consiglio anche la lettura del racconto di Matheson edito in Italia da Fanucci.

Trailer del film:

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Alta fedeltà

“Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, però nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo la pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music?”

Film del 2000 diretto da Stephen Frears, tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby.

Trama: Robert Gordon (John Cusack) è un ossessionato musicale, maniaco dalle Top Five. Vive in bilico tra una carrellata di ex fidanzate e un mondo di musica contenuta nel Championship Vinyl.

Secondo appuntamento “Jack Black-music” (dopo Tenacious D), essenziale per chi ama Nick Hornby non tanto come tifoso dell’Arsenal quanto come feticista musicale. Le differenze tra il film e il libro ( a livello di contenuto) sono minime: un personaggio omesso, Chicago contro Londra. Ma il fulcro del libro, quello c’è. Ci sono I Clash, Costello, Laura, il Championship Vinyl e soprattutto le Top Five.

Il film si articola tra salti temporali, livelli d’umore, eccentricità psichiche, ossessioni musicali e visioni di possibili passaggi. Eccede nei vinili, nella personalità dei commessi, nel ritorno decadente di donne che non assomigliano più a loro, in una lista di mestieri che alla fine risulterebbero meno adatti della gestione di un negozio di dischi.

La parte più interessante è quel gusto acido e snob che si scaraventa contro chi ascolta cattiva musica, contro chi non indosserebbe mai una Tshirt con la faccia di Frank Zappa.

Non si può dire un capolavoro di film, ma merita il solo fatto che spinge chiunque immaginarsi la propria TopFive…

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Machete

“Perchè essere una persona comune, quando sei già un mito!”

Film del 2010 diretto da Robert Rodriguez e Ethan Maniquis.

Trama: Machete (Danny Trejo), ex agente federale, creduto morto e rifugiato in Texas, viene assoldato per uccidere un senatore americano ultra razzista.

Un finto trailer per un eccezionale e maturo Rodriguez’s movie. Affiancato alla pausa tra il film di Tarantino, Grindhouse, e quello dello stesso Rodriguez, Planet Terror, Machete, come una farfalla splatter,  si amplifica animando un personaggio che piace e sorprende.
L’assurdità di alcune scene esprime perfettamente l’effetto B movie anni ’70 tanto amato da Tarantino e Rodriguez: aliane di budella umane, moto con ali e fuoco, auto ballerine. Tutto condito con un cast eccezionale e incredibilmente adatto alle situazioni; un Sigal non atteso, un DeNiro alla Tarantino, una Jessica Alba che forse avrei evitato e un “assolutamente nato per” Danny Trejo.

Un perfetta pellicola graffiata nella sua parte più fisica e lanciata su una scala di colori molto kitsch.

Grande cult movie per chi apprezza il genio di un regista che ha dato anima a pellicole come Dal Tramonto all’alba e Sin City… in attesa di possibili Machete Kills e Machete kills again.

Trailer italiano del film:

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Linea mortale

“Oggi è un bel giorno per morire”

Film del 1990 diretto da Joel Schumacher.

Trama: Nelson (Kiefer Sutherland) è un brillante studente di medicina ossessionato dalle esperienze post-mortem. Con alcuni suoi colleghi di università, inizia a svolgere degli esperimenti segreti sulla morte. L’idea è tanto semplice quanto inquietante, indurre la morte tramite somministrazione di farmaci per poi eseguire, dopo alcuni minuti, la rianimazione. Il fine di questo esperimento è riuscire a capire se ci sia qualcosa dopo la morte. Dopo Nelson, che è stato il primo ad offrirsi volontario per l’esperimento, sarà la volta degli altri componenti del gruppo. Gli effetti degli esperimenti inizieranno a manifestarsi subito dopo le rianimazioni e non saranno affatto piacevoli.

Film thriller/horror decisamente originale con un cast stellare: Kiefer Sutherland, Julia Roberts, Kevin Bacon, William Baldwin e Oliver Platt. Interessanti le atmosfere e le ambientazioni della pellicola, in particolare il luogo degli esperimenti di post-mortem. Il vero protagonista del film è la morte, o meglio l’esperienza post-mortem. Il ritmo della pellicola è ben scandito dalla curiosità degli studenti che iniziano una competizione morbosa contro la morte. Le allucinazioni indotte da queste esperienze sono molto realistiche e di sicuro effetto. Il finale del film sembra essere un pò banalotto.

Sicuramente una pellicola da vedere, per l’originalità della trama e per il cast di “giovani” stelle.

Trailer originale del film:

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Good Bye Lenin!

“I quarant’anni della Germania Democratica: un giorno di riposo per la mia attività di riparatore TV, l’ennesimo giorno di inquietudine per la mia esuberante quanto inutilizzata virilità. I tempi erano gravidi di cambiamenti: sotto le finestre di casa nostra sfilavano i soci del più grande circolo mondiale di tiro a segno.”

Film del 2003, diretto da Wolfgang Becker.

Trama: Berlino est, 1978; Christianne è una donna dedita alla famiglia e difenditrice della causa della Repubblica Democratica Tedesca. Berlino est, 1989; a causa di un trauma Christiane cade in coma, risvegliandosi otto mesi dopo la caduta del muro di Berlino. Il figlio Alex organizza la quotidianità della madre in modo da evitarla lo shock dell’avvenuta del capitalismo.

Amara commedia ben riuscita, dai toni che non stancano mai e da colori che richiamano una nostalgia. Una storia intelligente, teneramente triste, paradossale e testimone del passaggio tra socialismo e la nuova era più consumistica.

Un film utile per chi fosse a digiuno sul concetto di DDR, per chi fosse curioso dei più piccoli particolari della vita prima della caduta del muro; Becker richiama come testimoni oggetti quotidiani, semplici pubblicità e i simboli più venerati in quegli anni. Li fa comparire dai cassonetti, li fa fluottuare nell’aria, cercando di nascondere un’avanzata che potrebbe distruggere il cuore della mamma Christianne.

Sottaceti, voci bianche, un Lenin in veste di angelo, riorganizzazione d’interni… tutto studiato per accogliere lo spettatore nel mondo di Christianne e supportare le intenzioni di un figlio preoccupato e affacciato ad una realtà nuova.

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