La Casa

La Casa “Potrebbe essere un brutto posto?”

Film horror del 1981, diretto da Sam Raimi (Samuel Marshall Raimi).

Trama: cinque amici decidono di trascorrere un fine settimana in una casa di montagna. La vacanza prende una brutta piega quando trovano il nastro  di un’audiocassetta la cui registrazione rianima un antico demone che segnerà il destino dei vacanzieri.

Chiunque vanti una riverenza nei confronti del cinema horror non può non conservare, nella propria videoteca, una copia di questo cult horror movie. Nonostante le critiche ottenute all’uscita nelle sale e il modesto incasso, questa pellicola ha mostrato, nel corso di questo ventennio, come un film possa impressionare e divertire anche se prodotto con pochi mezzi. The Evil Dead, titolo originale, è incredibilmente la tesina di laurea di un Raimi ventenne. Girato con solo 350.000 dollari, il film viene prodotto con Joel Coen e il compagno di stanza di Raimi, Robert Tapert. Dai set agli attori, tutto riporta a sfruttare risorse private ed economiche; gli ambienti dove viene girato il film sono una baita abbandonata, che verrà distrutta dal fuoco poco dopo le riprese, lo scantinato della casa di Raimi e uno chalet di Tapert.

Riprese de La Casa Ash Williams

Per le riprese Raimi utilizza una 16 mm, spesso impiegata piu’ per realizzare telefilm che film per il grande schermo. Il vero genio si manifesta nella realizzazione di una Shakycam fatta in casa che gli permette di produrre corse veloce e fluidi lungo la palude dove lo spettatore penetra nella visione del demone per essere lanciato in una corsa rasoterra lungo la palude.

Nel 2013 Raimi produce un rischioso remake diretto da Fede Alvarez che fortunatamente stilisticamente non copia nulla dall’ironia originale ma ne esalta il genio omaggiandolo con citazioni e scene sanguinolente e splatters. Il successo del remake ha garantito un sequel gia’ annunciato dai due registi.

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Cabal

cabal Che siano comunisti, mostri o mutanti supercromosomici del terzo mondo, noi siamo pronti, siamo i paladini della libertà.

Film fanta-horror del 1990 scritto e diretto da Clive Barker.

Trama: Aaron Boone (Craig Sheffer) è un ragazzo tormentato dagli incubi, con orrendi mostri che vivono a Midiam, una misteriosa città. Aaron è in cura dal dottor Decker (David Cronenberg), uno strano psichiatra che sospetta di Aaron come l’autore di alcuni inquietanti omicidi. Alla fine di una seduta, il dottor Decker consegna a Aaron una fialetta di lithium, che si rileverà in realtà LSD. Aaron in preda alle allucinazioni va a finire all’ospedale, qui cincontrerà un altro paziente affetto da incubi che gli indicherà la strada per Midiam. Aaron parte alla volta di questa misteriosa città che si rileverà essere un cimitero abbandonato. Il cimitero in realtà non è affatto abbandonato, mostri e creature bizzarre lo popolano da secoli. Aaron enterà a far parte di questo mondo grazie al dottor Decker, che in realtà è sempre stato sulle tracce del ragazzo, nascondendo una terribile verità.

Il film è un classico degli horror anni ’90 firmato da Clive Barker, famoso romanziere e regista di genere (Barker è l’autore e regista di Hellraiser). Anche se la pellicola non è particolarmente entusiasmante, siamo di fronte ad un vero e proprio cult del genere. Le trovate più interessanti del film sono le ambientazioni e la caratterizzazione dei mostri, alcuni veramente bizzarri. La vera chicca del film è la presenza del maestro David Cronenberg come attore, con una parte fondamentale per il film, non vogliamo svelarvi troppo. Non il miglior film horror di quel periodo, la critica dell’epoca non l’aveva accolto molto bene, sicuramente un film da vedere per gli amanti del genere.

nightbreed

Recentemente è uscita una versione uncut del film intitolata Nightbreed – The Cabal Cut, una versione rivisitata da Russell Cherrington, così come il regista l’aveva pensata e voluta, con una durata di ben 144 minuti, contro i 102 minuti della precedente. Segnaliamo che il film verrà proiettato per la prima volta in Italia durante il TOHorror film festival di Torino, il 16 Novembre 2013.

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Dogma

Dogma Gli esseri umani non hanno né la capacità uditiva né quella psicologica di sostenere il maestoso potere della vera voce di Dio. Sentendola, la tua mente sprofonderebbe e il tuo cuore ti esploderebbe nel petto. Ci abbiamo rimesso cinque Adami prima di capirlo.

Commedia del 1999 scritta, diretta (ed interpretata) da Kevin Smith, il geniale regista di Clerks, Commessi.

Trama: due angeli, Bartleby (Ben Affleck) e l’angelo della morte Loki (Matt Damon), esilitiati nel Wisconsin, luogo che considerano peggio dell’inferno, trovano un modo per tornare in Paradiso. Nel New Jersey, il cardinale Ignatius Glick festeggia il centenario della riconsacrazione della chiesa con l’indulgenza plenaria. L’indulgenza verrà concessa a tutti coloro che passeranno per le porte della chiesa, ogni peccato verrà perdonato e, in caso di morte, all’anima sarà concesso di varcare le porte del paradiso. Il piano dei due angeli, deve essere fermato per impedire la distruzione dell’essere umano. Questo compito viene affidato dalla voce di Dio, l’angelo Metraton (Alan Rickman), a Bethany Sloane, una ragazza che lavora in una clinica per aborti. Con l’aiuto di due improbabili profeti, Jay (Jason Mewes) e Zittino Bob (Kevin Smith), e del tredicesimo apostolo Rufus (Chris Rock), Bethany inizierà un’avventura verso il New Jersey per impedire la fine del mondo.

Film assolutamente geniale, spassoso ed irriverente, in pieno stile Clerks, con la presenza del duo Jay e Zittino Bob (Jay & Silent Bob). Il film inizia con un avvertimento:

Benché dopo 10 minuti diventi evidente, View Askew dichiara che questo film è, dall’inizio alla fine, una commedia surreale che non va presa sul serio.
Insistere sul fatto che quanto segue sia incendiario o provocatorio significa fraintendere le nostre intenzioni ed emettere un giudizio inopportuno; emettere giudizi spetta solo e unicamente a Dio (questo vale anche per i critici cinematografici… scherziamo).
Quindi, per favore, prima che pensiate che questa sciocchezza di film possa nuocere a qualcuno, ricordate: anche Dio ha un senso dell’umorismo… Prendete l’ornitorinco.
Grazie e buona visione.
P.S. Porgiamo le nostre sincere scuse a tutti gli amanti dell’ornitorinco che si sono offesi per questo sconveniente commento.
Noi di View Askew rispettiamo il nobile ornitorinco e non è nostra intenzione mancare in qualche modo di rispetto a questo stupido animale.
Grazie ancora e buona visione.

Appare evidente da subito lo stile del film ed ogni commento relativo all’irriverenza dello stesso appare dunque superfluo. Si tratta di un film divertente, con battute geniali, ai limiti del demenziale. Il cast è di assoluto livello con una chicca finale, che non sveliamo volutamente. Comunque, il film è fatto per divertire con intelligenza, la trovata del Cristo compagnone, per cercare di recuperare credenti con un linguaggio giovanile, è geniale. Il film, oltre a divertire, ha anche alcuni momenti di riflessione (pochi) sul significato della religione e della fede.

Sicuramente un film irriverente, al limite del blasfemo (per alcuni), ma sicuramente un must da vedere per divertirsi con le battute geniali di Kevin Smith.

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Beetlejuice, Spiritello porcello

“Problemi con i vivi? Stanchi di vedere la vostra casa invasa? Volete liberarvi di quelle odiose creature per sempre? Venita da me, gente morta! Sono il Bio-Esorcista più richiesto! Venite alla mia lapide, sono io quello che fa per voi! Terrorizzo a morte chiunque volete, invento le perfidie più perfide, roba da infarto secco! E se occorre, mi faccio possedere, ok? Wow!”

Film diretto dallo strepitoso Tim Burton nel 1988.

Trama: Barbara e Adam sono una coppia che rimane vittima di un incidente d’auto. Si ritrovano costretti a condividere la propria casa con una famiglia di viventi dagli strani gusti e personalità. In loro aiuto si proporrà lo spirito di Beetlejuice.

Chi è che non ha visto almeno tre volte Beetlejuice nella sua vita???!!! Non è necessario essere grandi fans di Burton per apprezzare i toni di questa commedia dark.

La pellicola merita per le interpretazioni di Michael Keaton, che fa ingresso in scena con una pancia pronunciata e una dentatura cadaverica, per le presenze giovani di Wynona Ryder e Alec Baldwin. A più di vent’anni dalla sua uscita, Beetlejiuce richiama l’attenzione di ogni generazione lanciando un messaggio ben precico e ironico: mai giocare con gli spriti o pensare di raggirare l’uomo woodoo; il rischio è quello di richiamare anime perverse e con un’ironia tendente al macabro.

Inizialmente la pellicola era destinata alla regia di John Dante che avrebbe, molto probabilmente, gestito un buon film ma che, sicuramente, ci avrebbe privati di un’atmosfera horror armonizzata dalle musiche di Harry Belafonte.

Del carattere di Burton si possono apprezzare il ritmo, i colori e i decori tipici degli anni ’80, un altalenarsi tra gusto campagnolo e sofisticatezza cittadina d’ultima tendenza.

Da qualche mese si vocifera di un sequel, grazie ad una collaborazione tra Burton e Seth Grahame-Smith, autore del libro Orgoglio e pregiudizio e zombie. Dalle parole di Tim Burton : “Seth sta effettivamente scrivendo qualcosa, quindi vedremo. Beetlejuice rimane uno dei miei personaggi preferiti, e Michael è una delle prime persone con cui ho lavorato. Era così bravo ad improvvisare. Mi piacerebbe proprio rivedere e riprendere quel personaggio”.

Trailer originale del film:

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The box

“C’è un regalo per te…”

Film di fantascienza/thriller del 2009 scritto e diretto da Richard Kelly (il regista di Donnie Darko), basato sul racconto Button, Button di Richard Matheson.

Trama: una giovane coppia americana riceve un regalo inaspettato, una misteriosa scatola con un pulsante rosso. Nella scatola c’è un biglietto, un appuntamento con il Sig. Steward (Frank Langella). Il giorno successivo il Sig. Steward si presenta alla porta di casa della giovane coppia, è un signore distinto, gentile, con un inquitante messaggio: hanno 24 ore di tempo per decidere se premere o meno il pulsante rosso. Se lo premeranno una persona che non conoscono morirà ma in cambio riceverranno un milione di dollari, in contanti. Se il pulsante non verrà premuto non accadrà niente.

Questo film ha una trama “semplice” ma al tempo stesso originalissima, come la maggior parte delle storie ideate dal genio di Richard Matheson. Il ritmo della pellicola è tipico di un thriller mentre l’ambientazione è fantascientifica. Il personaggio del Sig. Steward è inquietante e al tempo stesso rassicurante. Il film si discosta dal racconto di Matheson in alcuni punti, ad esempio nel racconto la coppia non ha un figlio. Interessanti anche gli effetti speciali del film, dei quali non voglio aggiungere altro per non rovinarvi la sorpresa.

Il tema del film è l’essere umano, con tutte le sue fragilità. La scatola misteriosa è un esperimento, che qualcuno ha ideato, per testare l’essenza degli uomini. Siamo così egoisti da poter uccidere un altro essere umano, con il semplice gesto di premere un pulsante, in cambio di denaro? La risposta a questa domanda è nel film.

Il film è stato candidato al Saturn Award nel 2010 come migliore film horror (?) e per l’interpretazione di Frank Langella come migliore attore non protagonista. Ha ricevuto anche la candidatura per gli effetti speciali al Visual Effects Society Awards.

Un film sicuramente da non perdere per la sua originalità. Vi consiglio anche la lettura del racconto di Matheson edito in Italia da Fanucci.

Trailer del film:

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